Il glaucoma spiegato semplicemente
Che cos'è il glaucoma?
Il glaucoma è un gruppo di malattie oculari che possono danneggiare progressivamente il nervo ottico, la struttura che trasmette al cervello le informazioni raccolte dalla retina. Nelle forme più comuni il danno può svilupparsi lentamente e senza sintomi evidenti nelle fasi iniziali, rendendo particolarmente importanti i controlli oculistici.
Quando parliamo di glaucoma non ci riferiamo quindi a una singola malattia, ma a diverse condizioni che condividono il rischio di danneggiare il nervo ottico e, se non diagnosticate e trattate, compromettere progressivamente il campo visivo.
L'aumento della pressione intraoculare rappresenta uno dei principali fattori di rischio, ma glaucoma e pressione alta dell'occhio non sono sinonimi. È possibile avere una pressione superiore alla media senza sviluppare glaucoma e, viceversa, alcune persone possono presentare un danno glaucomatoso anche con valori pressori che normalmente vengono considerati nella norma.
È proprio questa complessità a rendere il glaucoma una patologia che non può essere riconosciuta semplicemente misurando la pressione dell'occhio.
Perché il glaucoma può danneggiare il nervo ottico?
Larghezza montatura
Di seguito la tabella delle dimensioni in millimetri della larghezza degli occhiali misurata internamente da asta a asta
XS fino a 123 mm.
S da 124 a 128 mm.
M da 129 a 133 mm.
L da 134 a 138 mm.
XL da 139 a 142 mm.
XXL oltre 143 mm.
Il nervo ottico è costituito da numerosissime fibre nervose che raccolgono le informazioni provenienti dalla retina e le trasmettono al cervello. Nel glaucoma queste fibre possono andare incontro a un progressivo deterioramento.
La pressione intraoculare svolge un ruolo importante perché all'interno dell'occhio viene continuamente prodotto un liquido chiamato umore acqueo, che normalmente viene anche drenato. Quando il suo deflusso non avviene correttamente, la pressione all'interno dell'occhio può aumentare.
Il rapporto tra pressione e danno, tuttavia, non è uguale per tutti. Ogni nervo ottico può avere una diversa vulnerabilità e per questo la valutazione deve prendere in considerazione molti elementi contemporaneamente.
Abbiamo dedicato un approfondimento specifico proprio a come il glaucoma danneggia il nervo ottico e può determinare una progressiva perdita della vista.
Quali sono i sintomi del glaucoma?
Una delle caratteristiche più insidiose del glaucoma ad angolo aperto, la forma più comune, è che nelle fasi iniziali può non dare sintomi percepibili.
La vista centrale può rimanere apparentemente buona mentre il danno procede lentamente nelle zone periferiche del campo visivo. Proprio perché il processo può essere graduale, la persona può non accorgersi immediatamente delle alterazioni.
Con l'avanzare della malattia possono comparire aree mancanti nella visione laterale e una progressiva riduzione del campo visivo. Se il glaucoma raggiunge stadi avanzati senza essere trattato, il danno può compromettere in maniera importante la capacità visiva.
Esistono però anche forme che si comportano diversamente. Un improvviso aumento della pressione associato a un glaucoma acuto ad angolo chiuso può provocare sintomi molto evidenti, come intenso dolore oculare, arrossamento, vista offuscata, aloni intorno alle luci, nausea o vomito. Una situazione di questo tipo richiede una valutazione medica urgente.
È quindi importante evitare l'idea che il glaucoma presenti sempre gli stessi sintomi.
Esistono diversi tipi di glaucoma?
Sì. Parlare genericamente di glaucoma può nascondere condizioni piuttosto differenti.
La forma più frequente è il glaucoma primario ad angolo aperto, caratterizzato generalmente da un'evoluzione lenta. Nel glaucoma ad angolo chiuso il drenaggio dell'umore acqueo viene invece ostacolato dalla particolare configurazione dell'angolo formato da iride e cornea e, in determinate circostanze, può verificarsi un aumento rapido della pressione.
Esistono inoltre glaucomi secondari, nei quali il disturbo è associato ad altre condizioni oculari o sistemiche, a traumi, infiammazioni o all'utilizzo di determinati farmaci. Esistono infine forme congenite e pediatriche, molto differenti dal glaucoma tipico dell'età adulta.
Per non sovraccaricare questa guida generale abbiamo raccolto le differenze nell'approfondimento dedicato ai diversi tipi di glaucoma e alle caratteristiche delle forme ad angolo aperto, ad angolo chiuso e secondarie.
Perché la pressione dell'occhio è importante?
La pressione intraoculare è uno dei principali elementi presi in considerazione nella valutazione del glaucoma, ma deve essere interpretata correttamente.
Un valore elevato può aumentare il rischio di danno al nervo ottico, ma non esiste un unico valore che permetta di stabilire automaticamente se una persona abbia oppure no il glaucoma.
Alcune persone tollerano pressioni relativamente elevate senza mostrare danni, mentre altre sviluppano alterazioni caratteristiche del glaucoma pur avendo valori che rientrano nei limiti statisticamente considerati normali.
Per questo motivo una misurazione isolata della pressione non rappresenta una diagnosi.
Chi ha più probabilità di sviluppare il glaucoma?
Il rischio aumenta con l'età e può essere maggiore in presenza di familiarità, particolari caratteristiche anatomiche dell'occhio o determinate condizioni oculari e sistemiche.
Anche una pressione intraoculare elevata rappresenta un importante fattore da considerare, ma non è l'unico.
Avere un familiare affetto da glaucoma, per esempio, è un'informazione che dovrebbe essere riferita durante la visita oculistica. Allo stesso modo possono essere importanti la storia clinica personale, eventuali terapie farmacologiche e precedenti problemi oculari.
Non tutte le persone con un fattore di rischio svilupperanno necessariamente la malattia. I fattori di rischio servono piuttosto a capire chi può beneficiare maggiormente di controlli regolari e approfonditi.
Puoi approfondire questo aspetto nell'articolo dedicato ai fattori di rischio del glaucoma e alle persone che dovrebbero prestare maggiore attenzione ai controlli.
Come si diagnostica il glaucoma?
La diagnosi del glaucoma richiede una valutazione complessiva dell'occhio.
Misurare la pressione intraoculare con la tonometria è importante, ma non è sufficiente. L'oculista deve valutare anche l'aspetto del nervo ottico e verificare se esistono alterazioni compatibili con un danno glaucomatoso.
Il campo visivo permette inoltre di analizzare la capacità di percepire gli stimoli nelle diverse zone dello spazio visivo e può evidenziare alterazioni funzionali che la persona non aveva ancora notato.
Oggi la valutazione strutturale del nervo ottico e delle fibre nervose retiniche può essere integrata con tecniche di imaging come l'OCT. In determinate situazioni vengono inoltre valutati lo spessore della cornea e l'angolo di drenaggio dell'occhio.
È quindi l'insieme delle informazioni a consentire allo specialista di formulare la diagnosi e di monitorare nel tempo un eventuale peggioramento.
Per comprendere meglio questi controlli puoi leggere come viene diagnosticato il glaucoma e quali esami e valori vengono controllati dall'oculista.
Perché il glaucoma può essere scoperto tardi?
Il problema principale è proprio l'assenza di sintomi nelle fasi iniziali di molte forme della malattia.
Una persona può vedere apparentemente bene e non avere dolore, arrossamento o altri disturbi evidenti, pur presentando già alterazioni del nervo ottico.
Inoltre il cervello è molto efficiente nel compensare inizialmente piccole alterazioni del campo visivo, rendendo difficile accorgersi autonomamente di ciò che sta avvenendo.
È una delle ragioni per cui il glaucoma viene spesso descritto come una malattia silenziosa e per cui la diagnosi precoce dipende in larga misura dai controlli.
Il problema riguarda anche la popolazione italiana. Abbiamo dedicato un approfondimento specifico a quanto è diffuso il glaucoma in Italia e perché una parte dei casi può essere diagnosticata tardivamente.
Si può prevenire il glaucoma?
Non tutte le forme di glaucoma possono essere prevenute impedendo che la malattia compaia. È invece possibile fare qualcosa di molto importante: aumentare le probabilità di individuarla prima che abbia prodotto un danno avanzato.
I controlli oculistici assumono quindi un ruolo centrale soprattutto per chi presenta fattori di rischio.
Non è sufficiente limitarsi a verificare quanto si vede bene con gli occhiali. Una persona può avere un'ottima acuità visiva centrale e contemporaneamente presentare le prime alterazioni provocate dal glaucoma.
La prevenzione del danno visivo passa quindi soprattutto attraverso una diagnosi tempestiva e, quando necessario, un trattamento capace di controllare la malattia nel tempo.
Per questo abbiamo collegato il cluster glaucoma anche alla nostra area dedicata alla prevenzione: puoi approfondire quando effettuare i controlli per il glaucoma e perché la visita oculistica è importante per una diagnosi precoce.
Come viene curato il glaucoma?
Il trattamento ha come obiettivo principale quello di rallentare o arrestare la progressione del danno, generalmente attraverso la riduzione della pressione intraoculare.
A seconda del tipo di glaucoma, della sua gravità e delle caratteristiche della persona, lo specialista può utilizzare farmaci, trattamenti laser o interventi chirurgici.
I colliri rappresentano una delle terapie più utilizzate e possono agire riducendo la produzione di umore acqueo oppure favorendone il deflusso.
In altre situazioni può essere indicato un trattamento laser. Esistono inoltre differenti procedure chirurgiche, utilizzate quando è necessario ottenere un maggiore controllo della pressione o quando le altre strategie non sono sufficienti.
La scelta non è uguale per tutti e deve essere personalizzata dallo specialista.
Il trattamento può recuperare la vista già persa?
Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che il danno glaucomatoso già prodotto al nervo ottico viene generalmente considerato irreversibile.
La terapia non serve quindi principalmente a recuperare ciò che è già stato perso, ma a proteggere la funzione visiva residua e ridurre il rischio che il danno continui a progredire.
È proprio per questo che diagnosi precoce, aderenza alla terapia e controlli periodici hanno un'importanza così grande.
Una persona che non avverte sintomi potrebbe essere tentata di sottovalutare la terapia, ma l'assenza di fastidi non significa che il glaucoma abbia smesso di evolvere.
Glaucoma e ipertensione oculare sono la stessa cosa?
No.
L'ipertensione oculare indica una pressione intraoculare superiore ai valori considerati abituali senza che siano necessariamente presenti i tipici danni del glaucoma.
Chi presenta ipertensione oculare può avere un rischio maggiore e necessita di una valutazione individuale, ma non è corretto affermare che ogni pressione alta corrisponda automaticamente a glaucoma.
Esiste anche la situazione opposta: alcune persone sviluppano un glaucoma con pressioni che non risultano particolarmente elevate.
Questo è un altro motivo per cui la sola tonometria non può sostituire una valutazione completa del nervo ottico e del campo visivo.
Gli occhiali possono curare il glaucoma?
No. Gli occhiali correggono difetti refrattivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia, ma non curano il danno al nervo ottico provocato dal glaucoma.
Una persona affetta da glaucoma può naturalmente avere anche bisogno di occhiali, esattamente come chiunque altro, ma la correzione ottica e il trattamento della patologia hanno finalità diverse.
È importante non confondere un miglioramento della nitidezza ottenuto cambiando le lenti con un miglioramento della malattia.
Perché i controlli devono continuare anche dopo la diagnosi?
Il glaucoma è generalmente una condizione che richiede monitoraggio nel tempo.
Una volta iniziata la terapia, l'oculista deve verificare se la pressione è adeguatamente controllata e soprattutto se il nervo ottico e il campo visivo rimangono stabili.
Per questo possono essere ripetuti periodicamente esami come tonometria, OCT e campo visivo.
La frequenza dei controlli non è uguale per tutti: dipende dal tipo di glaucoma, dallo stadio della malattia, dalla velocità con cui eventualmente progredisce e dalla risposta alla terapia.
Seguire regolarmente il percorso indicato dallo specialista permette di modificare il trattamento quando necessario.
Il glaucoma porta sempre alla cecità?
No.
Il glaucoma è una causa importante di perdita visiva, ma una diagnosi di glaucoma non significa automaticamente diventare ciechi.
La prognosi dipende da molti fattori, tra cui il momento in cui la malattia viene scoperta, il livello di danno già presente, la sua velocità di progressione e l'efficacia con cui viene controllata.
Le possibilità di preservare la funzione visiva sono molto migliori quando la patologia viene individuata precocemente e il trattamento viene seguito correttamente.
È quindi importante evitare sia di sottovalutare il problema sia di considerare una diagnosi di glaucoma come una conseguenza inevitabilmente catastrofica.
In sintesi
Il glaucoma comprende diverse patologie accomunate dal possibile danno progressivo del nervo ottico.
Nelle forme più comuni può evolvere per molto tempo senza sintomi evidenti, mentre la perdita visiva diventa percepibile soprattutto quando il danno è già più avanzato. La pressione intraoculare rappresenta un importante fattore di rischio, ma non è sufficiente da sola per stabilire una diagnosi.
Per riconoscere e monitorare la malattia è necessaria una valutazione oculistica che consideri insieme pressione, nervo ottico, campo visivo e, quando indicato, altri esami.
Il trattamento può comprendere colliri, laser o chirurgia e ha principalmente lo scopo di proteggere la vista residua evitando o rallentando la progressione del danno.
Per conoscere anche le altre patologie oculari puoi consultare la nostra guida generale sulle malattie degli occhi, i principali sintomi e i segnali da non sottovalutare.

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