La neurite ottica retrobulbare: scopriamola
La neurite ottica retrobulbare è una forma di neurite ottica nella quale l'infiammazione interessa il nervo ottico posteriormente al bulbo oculare.
Può provocare un calo della vista che si sviluppa nell'arco di ore o giorni, spesso accompagnato da dolore intorno o dietro l'occhio che tende ad aumentare durante i movimenti oculari.
Una caratteristica importante della forma retrobulbare è che, soprattutto nelle fasi iniziali, il nervo ottico può apparire normale osservando il fondo dell'occhio. L'infiammazione è infatti localizzata posteriormente rispetto alla porzione del nervo direttamente visibile durante l'esame oftalmoscopico.
La neurite ottica deve essere valutata rapidamente perché può presentarsi isolatamente oppure essere associata ad altre condizioni neurologiche o infiammatorie.
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XXL oltre 143 mm.
Questa guida ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica.
Che cos'è la neurite ottica?
Il nervo ottico è la struttura che trasporta le informazioni visive dalla retina al cervello.
Quando il nervo viene interessato da un processo infiammatorio si parla di neurite ottica.
Per comprendere meglio dove si trova e come partecipa al processo visivo puoi consultare anche la nostra guida sull'anatomia dell'occhio.
La neurite può compromettere temporaneamente o, in alcuni casi, in maniera persistente diverse funzioni visive, tra cui:
-
acutezza visiva;
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percezione dei colori;
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sensibilità al contrasto;
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campo visivo;
-
percezione della luminosità.
La presentazione può essere differente a seconda della causa e della zona del nervo interessata.
Per una panoramica più generale esiste anche il nostro approfondimento sulla neurite ottica e sulle sue manifestazioni.
Che cosa significa neurite ottica retrobulbare?
Il termine retrobulbare significa letteralmente “dietro il bulbo oculare”.
Nella neurite ottica retrobulbare il processo infiammatorio interessa quindi una porzione del nervo ottico situata posteriormente all'occhio.
Questo dettaglio ha una conseguenza importante durante la visita: il disco ottico, cioè la parte del nervo osservabile attraverso il fondo dell'occhio, può apparire inizialmente normale.
La presenza di un fondo oculare apparentemente normale non esclude quindi una neurite ottica.
È uno dei motivi per cui la diagnosi non può basarsi soltanto sull'osservazione dell'occhio, ma richiede la valutazione della funzione visiva e, quando indicato, ulteriori esami.
Neurite retrobulbare e papillite: qual è la differenza?
La neurite ottica può essere descritta anche in base alla porzione del nervo coinvolta e all'aspetto del disco ottico.
Nella neurite retrobulbare, il disco ottico può apparire normale perché l'infiammazione si trova posteriormente.
Nella papillite, invece, è interessata maggiormente la parte anteriore del nervo e durante l'esame può essere visibile un gonfiore del disco ottico.
Non si tratta quindi semplicemente di due livelli differenti di gravità, ma di diverse modalità di presentazione dell'infiammazione.
Quali sono i sintomi della neurite ottica retrobulbare?
Uno dei sintomi più caratteristici è una riduzione della vista in un occhio che si sviluppa in maniera relativamente rapida, generalmente nell'arco di ore o giorni.
L'intensità può variare considerevolmente.
Tra i sintomi più frequenti possono comparire:
-
vista offuscata;
-
riduzione dell'acutezza visiva;
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dolore dietro o intorno all'occhio;
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dolore che aumenta muovendo l'occhio;
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colori che appaiono meno intensi o “sbiaditi”;
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riduzione della sensibilità al contrasto;
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zone mancanti nel campo visivo;
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scotomi, spesso centrali;
-
lampi o fenomeni luminosi in alcuni pazienti.
Il sintomo più evidente non è necessariamente lo stesso per tutti.
Un paziente può accorgersi inizialmente che la vista è meno nitida, mentre un altro può notare soprattutto che i colori osservati con un occhio sembrano meno vivi.
Una vista annebbiata può naturalmente avere numerose altre cause: il sintomo, da solo, non permette di diagnosticare una neurite ottica.
Il dolore aumenta muovendo l'occhio?
Il dolore durante i movimenti oculari è uno dei sintomi frequentemente associati alla neurite ottica tipica.
Può essere percepito dietro l'occhio, intorno all'orbita o come un dolore più diffuso nella regione perioculare.
In alcune persone il dolore precede il calo della vista, mentre in altre compare contemporaneamente.
Non tutte le neuriti ottiche sono però dolorose e, soprattutto, non ogni dolore che aumenta muovendo gli occhi è causato da una neurite.
Per questo il sintomo deve essere interpretato insieme alle eventuali alterazioni della funzione visiva.
La neurite ottica può provocare uno scotoma?
Sì. L'infiammazione del nervo ottico può provocare alterazioni del campo visivo.
Una possibile manifestazione è lo scotoma, cioè una zona nella quale la percezione visiva è ridotta o assente rispetto alle aree circostanti.
Nella neurite ottica possono comparire diversi tipi di difetti del campo visivo e uno scotoma centrale è una delle possibilità.
Se vuoi capire meglio cosa indica questo termine puoi leggere l'approfondimento sullo scotoma e sulle alterazioni della visione centrale.
La comparsa improvvisa di una nuova zona cieca nel campo visivo richiede comunque una valutazione medica, perché le possibili cause non riguardano soltanto il nervo ottico.
Perché i colori possono apparire più spenti?
Il nervo ottico trasmette al cervello anche le informazioni necessarie per elaborare correttamente i colori.
Quando viene interessato dalla neurite, la percezione cromatica può ridursi.
Un colore intenso, in particolare il rosso, può apparire meno saturo o più spento nell'occhio interessato rispetto all'altro.
Questa alterazione prende il nome di discromatopsia acquisita e non deve essere confusa con forme congenite di alterata percezione cromatica, come alcune forme di daltonismo.
Il medico può confrontare la percezione dei colori nei due occhi durante la valutazione della funzione del nervo ottico.
Si possono vedere lampi luminosi?
Alcune persone con neurite ottica riferiscono lampi, scintillii o brevi fenomeni luminosi, talvolta associati ai movimenti dell'occhio.
La presenza di lampi non indica però automaticamente una neurite.
Fenomeni luminosi nuovi possono avere anche origini vitreali o retiniche. Per questo abbiamo dedicato un approfondimento specifico ai lampi negli occhi e alle loro possibili cause.
In particolare, lampi comparsi improvvisamente insieme a numerose nuove “mosche volanti” o a una zona scura simile a una tenda nel campo visivo richiedono una valutazione oculistica tempestiva per escludere problemi retinici.
La vista può peggiorare con il caldo?
In alcune persone che hanno avuto una neurite ottica demielinizzante, la funzione visiva può peggiorare temporaneamente quando aumenta la temperatura corporea.
Può succedere, per esempio, durante:
-
esercizio fisico intenso;
-
febbre;
-
esposizione a temperature elevate;
-
docce o bagni molto caldi.
Questo fenomeno è conosciuto come fenomeno di Uhthoff.
Il peggioramento è generalmente transitorio e non significa necessariamente che si sia verificata una nuova infiammazione del nervo.
Tuttavia, un nuovo calo della vista non dovrebbe essere attribuito autonomamente al caldo senza una valutazione, soprattutto se non è mai stata diagnosticata una neurite ottica.
Quali sono le cause della neurite ottica?
Non esiste una sola causa.
Una delle forme più conosciute è la neurite ottica demielinizzante, nella quale il processo infiammatorio interessa la mielina, la guaina che riveste molte fibre nervose e favorisce la trasmissione degli impulsi.
È importante correggere una convinzione frequente: la demielinizzazione della neurite ottica non rappresenta semplicemente il normale deterioramento della mielina dovuto all'invecchiamento.
La neurite ottica tipica interessa infatti spesso adulti giovani.
Tra le condizioni che possono essere associate alla neurite ottica troviamo:
-
sclerosi multipla;
-
disturbo dello spettro della neuromielite ottica, o NMOSD;
-
malattia associata agli anticorpi MOG, o MOGAD;
-
alcune malattie autoimmuni o infiammatorie sistemiche;
-
alcune infezioni;
-
più raramente altre condizioni.
Stabilire la causa è importante perché prognosi, rischio di recidiva e trattamento possono cambiare considerevolmente.
Neurite ottica e sclerosi multipla sono la stessa cosa?
No.
La neurite ottica non equivale a una diagnosi di sclerosi multipla.
Può verificarsi come episodio isolato, ma può anche rappresentare una delle prime manifestazioni di una malattia demielinizzante come la sclerosi multipla.
Il rischio individuale non può essere espresso correttamente con una percentuale valida per tutti.
Dipende infatti da numerosi elementi, tra cui:
-
caratteristiche dell'episodio;
-
età e quadro clinico;
-
risultati della risonanza magnetica;
-
presenza di lesioni compatibili a livello cerebrale;
-
eventuali precedenti sintomi neurologici;
-
risultati di ulteriori accertamenti.
Per questo, in presenza di una neurite ottica sospetta, può essere necessaria anche una valutazione neurologica.
NMOSD e MOGAD: perché oggi sono importanti?
Negli ultimi anni è diventato sempre più importante distinguere la neurite ottica tipica associata alla demielinizzazione da altre forme legate a specifiche condizioni neuroimmunologiche.
Tra queste ci sono il disturbo dello spettro della neuromielite ottica (NMOSD) e la malattia associata agli anticorpi MOG (MOGAD).
Possono produrre neuriti ottiche con caratteristiche differenti rispetto alla forma classica e, in alcuni casi, presentare:
-
interessamento di entrambi gli occhi;
-
episodi ricorrenti;
-
perdita visiva importante;
-
caratteristiche particolari alla risonanza magnetica;
-
altri sintomi neurologici.
Quando il quadro non è quello di una neurite ottica tipica, il medico può quindi richiedere esami specifici, compresi test anticorpali.
La neuropatia ottica ischemica è una forma di neurite?
No. Questo è un punto importante.
La neuropatia ottica ischemica deriva da un problema nell'apporto di sangue al nervo ottico e non deve essere considerata semplicemente una forma di neurite ottica dell'anziano.
Le due condizioni possono entrambe provocare un calo della vista, ma hanno cause, caratteristiche cliniche, fasce d'età più frequenti e trattamenti differenti.
Un calo visivo improvviso, soprattutto dopo i 50 anni, richiede pertanto una valutazione tempestiva e non deve essere automaticamente attribuito a una neurite.
Puoi approfondire il significato di un calo repentino della vista nella nostra guida dedicata.
Come viene diagnosticata la neurite ottica retrobulbare?
La diagnosi parte dalla storia dei sintomi e da un esame oculistico accurato.
Possono essere valutati:
-
acutezza visiva;
-
visione dei colori;
-
reazione delle pupille alla luce;
-
campo visivo;
-
fondo dell'occhio;
-
nervo ottico;
-
retina.
Quando un solo nervo ottico è interessato può essere presente un difetto pupillare afferente relativo, un segno utile per identificare una differenza nella trasmissione dello stimolo luminoso tra i due occhi.
Nella forma retrobulbare il fondo dell'occhio può essere inizialmente normale, ed è proprio questa caratteristica a rendere necessari ulteriori elementi diagnostici.
A cosa serve la risonanza magnetica?
La risonanza magnetica dell'encefalo e delle orbite, frequentemente eseguita con mezzo di contrasto quando indicato, può permettere di visualizzare l'infiammazione del nervo ottico.
Può inoltre aiutare a individuare eventuali alterazioni del sistema nervoso centrale utili a definire la causa della neurite e a valutare il rischio di condizioni demielinizzanti.
La risonanza non viene interpretata isolatamente: i risultati devono essere valutati insieme ai sintomi, all'esame neuro-oftalmologico e agli altri accertamenti.
Quali altri esami possono essere necessari?
A seconda della situazione possono essere utilizzati anche:
Campo visivo: permette di individuare e documentare eventuali aree di ridotta sensibilità visiva.
OCT: la tomografia a coerenza ottica permette di analizzare gli strati retinici e le fibre nervose associate al nervo ottico.
Test della visione dei colori: utili perché la neurite può ridurre la saturazione cromatica.
Potenziali evocati visivi: in alcuni casi consentono di valutare la trasmissione del segnale visivo lungo le vie nervose.
Esami del sangue: possono essere richiesti se si sospettano infezioni, condizioni infiammatorie oppure forme associate ad anticorpi AQP4 o MOG.
Non tutti i pazienti devono necessariamente eseguire tutti questi esami.
Come si cura la neurite ottica retrobulbare?
Il trattamento dipende dal tipo di neurite, dalla gravità, dalla causa e dalle caratteristiche del paziente.
Nella neurite ottica demielinizzante tipica, la funzione visiva può iniziare a migliorare spontaneamente nell'arco delle settimane.
In alcuni casi vengono utilizzati corticosteroidi, generalmente secondo schemi stabiliti dallo specialista. Nelle forme tipiche possono accelerare il recupero visivo, ma questo non significa che garantiscano sempre un risultato finale migliore.
Forme associate a NMOSD, MOGAD, infezioni o altre patologie possono invece richiedere strategie differenti.
Nei casi particolarmente gravi o che non rispondono adeguatamente alla terapia iniziale possono essere prese in considerazione altre procedure, come lo scambio plasmatico, esclusivamente in ambito specialistico.
Corticosteroidi e immunosoppressori non devono essere assunti autonomamente in presenza di un sospetto di neurite ottica.
Si recupera completamente la vista?
Nella neurite ottica demielinizzante tipica, molte persone recuperano una vista normale o vicina alla normalità nell'arco di settimane o mesi.
Il recupero non è però identico per tutti.
Anche quando l'acutezza visiva torna buona possono talvolta persistere differenze più sottili, per esempio nella:
-
percezione dei colori;
-
sensibilità al contrasto;
-
luminosità percepita;
-
qualità della visione in alcune condizioni.
Alcune forme atipiche possono avere una prognosi differente e comportare un maggior rischio di deficit persistenti.
Per questo è preferibile evitare formule assolute come “la neurite guarisce sempre da sola”.
La neurite ottica può lasciare un'atrofia del nervo?
Un'infiammazione significativa può provocare perdita di fibre nervose.
Dopo un episodio di neurite, in alcuni casi può svilupparsi una pallore o atrofia del nervo ottico, rilevabile durante i controlli o attraverso esami strumentali.
La presenza di alterazioni anatomiche non corrisponde necessariamente a una grave perdita della vista: esistono persone che recuperano molto bene la funzione visiva pur mostrando segni residui dell'episodio.
In altri casi, invece, possono permanere deficit visivi.
La neurite ottica può tornare?
Sì, sono possibili recidive, ma il rischio dipende in larga misura dalla causa.
Un episodio isolato di neurite ottica tipica ha un significato differente rispetto a episodi ricorrenti.
Le recidive possono indurre il medico a ricercare con particolare attenzione condizioni come:
-
sclerosi multipla;
-
NMOSD;
-
MOGAD;
-
altre malattie infiammatorie o autoimmuni.
Non è quindi utile attribuire a tutti i pazienti una singola percentuale di rischio di ricaduta.
Quando il calo della vista è urgente?
Una nuova riduzione importante della vista, soprattutto se si sviluppa rapidamente in un solo occhio, deve essere valutata tempestivamente.
È particolarmente importante richiedere assistenza medica in presenza di:
-
calo visivo improvviso o rapidamente progressivo;
-
dolore oculare associato a perdita della vista;
-
alterazione importante della percezione dei colori;
-
nuova zona cieca nel campo visivo;
-
coinvolgimento di entrambi gli occhi;
-
visione doppia;
-
debolezza o intorpidimento di una parte del corpo;
-
difficoltà nella coordinazione;
-
nuovi sintomi neurologici.
Un calo visivo può avere numerose cause, alcune delle quali richiedono interventi rapidi.
La nostra guida su quando fare una visita oculistica spiega più in generale quali cambiamenti della vista non dovrebbero essere ignorati.
Neurite ottica retrobulbare: cosa ricordare
La neurite ottica retrobulbare è un'infiammazione del nervo ottico localizzata posteriormente rispetto al bulbo oculare.
Il quadro tipico può comprendere riduzione della vista in un occhio, dolore che aumenta con i movimenti oculari e alterazione della percezione dei colori.
Una peculiarità è che nelle fasi iniziali il disco ottico può apparire normale, nonostante il nervo sia infiammato.
Le cause non sono tutte uguali. La neurite può presentarsi come episodio demielinizzante isolato oppure essere associata a condizioni come sclerosi multipla, NMOSD, MOGAD, infezioni o altre patologie infiammatorie.
La neuropatia ottica ischemica, invece, rappresenta un problema differente e non deve essere considerata semplicemente una neurite tipica delle persone più anziane.
Diagnosi e trattamento richiedono quindi una valutazione oculistica o neuro-oftalmologica e, quando necessario, esami come campo visivo, OCT e risonanza magnetica.
Davanti a un nuovo calo della vista, soprattutto se rapido e accompagnato da dolore o altri sintomi neurologici, è importante richiedere una valutazione medica tempestiva.

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